Siamo all'ultima sfida. Forse la più difficile. Valutare non è affatto facile. tuttavia è indispensabile per prendere decisioni. Se mi troverò nelle condizioni, negli anni a venire, di tenere un altro corso simile, dovrò decidere cosa mantenere e cosa cambiare. Avere le vostre valutazione per me è importante. So bene che la valutazione dovrebbe essere anonima per permettere la più piena libertà di giudizio.Credo che meccanismi anonimi di valutazione saranno attivati. Però, come vi dicevo a lezione, purtroppo nel contesto italico si oscilla tra pubbliche forme di adulazione servile da un lato ed insulti sempre meno privati dall'altro. Siete adulti, non penso di avere particolari capacità di inibire le vostre valutazioni e vi assicuro che apprezzo la franchezza di chi sa esercitare il proprio pensiero critico. Del resto si tratta di valutare un corso non il docente (chi insegna non valuta persone ma competenze) e spero che questa sia anche una occasione per riflettere su quanto avete appreso.
Tre domande:
1. Vi invito ad individuare un aspetto del corso non andrebbe replicato. Quale la criticità da non ripetere?
2. Quale aspetto andrebbe invece replicato? Individuate un solo elemento.
3. Ho introdotto, come ormai avete compreso, alcuni elementi di gamification (pochi e in maniera soft: a. lessico (sfida piuttosto che attività, consegna...) b. votazioni (sia pure come segnalazioni) c. regole (punti, scadenze: in realtà sono aspetti comuni a pratiche valutative). Aiutatemi a capire: ritenete che siano state utili? Le ritenete eccessive? O al contrario si poteva accentuare la dimensione della sfida?
Grazie per le vostre indicazioni
(comunque, nella logica che ormai conoscete, le vostre risposte alle tre domande valgono un trentesimo. La scadenza per inserirle è la mezzanotte del primo marzo - non voglio fare fretta, anche perché più le risposte ben meditate sono le migliori, ma una valutazione relativamente "a caldo" può essere opportuna)