Siamo all'ultima sfida. Forse la più difficile. Valutare non è affatto facile. tuttavia è indispensabile per prendere decisioni. Se mi troverò nelle condizioni, negli anni a venire, di tenere un altro corso simile, dovrò decidere cosa mantenere e cosa cambiare. Avere le vostre valutazione per me è importante. So bene che la valutazione dovrebbe essere anonima per permettere la più piena libertà di giudizio.Credo che meccanismi anonimi di valutazione saranno attivati. Però, come vi dicevo a lezione, purtroppo nel contesto italico si oscilla tra pubbliche forme di adulazione servile da un lato ed insulti sempre meno privati dall'altro. Siete adulti, non penso di avere particolari capacità di inibire le vostre valutazioni e vi assicuro che apprezzo la franchezza di chi sa esercitare il proprio pensiero critico. Del resto si tratta di valutare un corso non il docente (chi insegna non valuta persone ma competenze) e spero che questa sia anche una occasione per riflettere su quanto avete appreso.
Tre domande:
1. Vi invito ad individuare un aspetto del corso non andrebbe replicato. Quale la criticità da non ripetere?
2. Quale aspetto andrebbe invece replicato? Individuate un solo elemento.
3. Ho introdotto, come ormai avete compreso, alcuni elementi di gamification (pochi e in maniera soft: a. lessico (sfida piuttosto che attività, consegna...) b. votazioni (sia pure come segnalazioni) c. regole (punti, scadenze: in realtà sono aspetti comuni a pratiche valutative). Aiutatemi a capire: ritenete che siano state utili? Le ritenete eccessive? O al contrario si poteva accentuare la dimensione della sfida?
Grazie per le vostre indicazioni
(comunque, nella logica che ormai conoscete, le vostre risposte alle tre domande valgono un trentesimo. La scadenza per inserirle è la mezzanotte del primo marzo - non voglio fare fretta, anche perché più le risposte ben meditate sono le migliori, ma una valutazione relativamente "a caldo" può essere opportuna)
Ciao a tutti. L'esperienza appena conclusasi mi ha lasciata un pò perplessa in quanto ha generato in me sentimenti ambivalenti. Essendo un soggetto poco avvezzo all'uso dei mezzi informatici, così spesso usati e abusati (a mio avviso), mi sono detta che in fondo quello era il prezzo da pagare per stare al passo con i tempi. Tutto sommato, considerando la quantità dei corsi di aggiornamento cui sono stata costretta nella scuola, mi sentivo in grado di affrontare questo percorso senza particolari difficoltà. Invece la prima lezione mi ha gettato letteralmente nel panico, perchè ho realizzato che non si trattava della solita sequela di nozioni teoriche che lasciano il tempo che trovano. Era un corso strutturato in modo tale che io dovessi, per forza di cose, prendere confidenza con quello che ritenevo essere solo uno strumento necessario all'espletamento di alcune pratiche legate alla mia attività. Questo mi ha richiesto un impegno totale che è andato ben oltre le ore previste per la lezione on line. Forse io rappresento un caso limite, forse sono l'unica dei miei colleghi ad avere avuto tanti e tali problemi con l'accesso alle risorse digitali, ma mi rifiuto di fingere di conoscere un mondo che fino a qualche settimana fa mi era perfettamente sconosciuto e inquietante, come possono esserlo solo le cose che si ignorano e verso le quali preferiamo chiuderci piuttosto che affrontarle. Mi sono sentita catapultata in un mondo fatto di blog, post, account, termini che per me non avevano alcun senso; un mondo che non solo non aveva alcun collegamento con tutto quello che mi era familiare, ma nel quale ero costretta ad entrare a viva forza, pena la rinuncia al punto agognato. Ed ecco il nodo della questione: l'impostazione del corso. Il suo limite sta nel considerare le nozioni di base già acquisite e patrimonio delle conoscenze pregresse del gruppo classe, senza considerare soggetti della mia specie, delle mosche bianche che, nonostante costituiscano una rarità, pure esistono e delle quali, ritengo, bisogna prendersi cura. Ho avuto la fortuna di avere dei figli che pur dandomi dell' "impedita", pazientemente mi hanno svelato il senso dell'arcano e mi hanno fatto muovere i primi passi in questo mondo, in modo che io riuscissi a gestire autonomamente le consegne. E da ciò scaturisce paradossalmente, il punto di forza dell'impostazione del corso. Per quanto mi riguarda è stato un impatto talmente devastante, che dopo il primo momento di stordimento, mi ha costretta a reagire a superare i miei limiti mentali, ad entrare in un sistema di interazione nuovo . Un punto di criticità lo ravviso nel sistema di punteggio attribuito ai coordinatori. In effetti la "fatica" fatta da ciascuno per meritare il tanto sospirato punto, non ritengo che sia equiparabile alla semplice segnalazione fatta da qualcuno di noi relativamente al più "votato". Tutti abbiamo preso visione del lavoro dei colleghi del gruppo di appartenenza, dopo aver svolto il nostro e ritengo sia ingiusto premiarne uno, solo perchè la sorte lo ha designato. Francamente, questo punto non mi cambia la vita (a meno che non decida la mia bocciatura e in tal caso me lo sarò meritato),ma può farlo alle mie amiche, ragazze in gamba che hanno lavorato sodo e solo perchè, in forza del legame che si è creato, hanno rinunciato alla possibilità di avvalersi del fatidico punto, adesso non potranno ambire al massimo dei voti. Ritengo che non sia un sistema che premia il migliore ma che anzi rischia di mettere in crisi l'idea di quelle che dovrebbero essere le peculiarità dell'insegnante che sa avvalersi del blog come "insegnante creatore di connessioni tra individui" e non solo "agente di cambiamento per evitare usi didatticamente tradizionali dei nuovi strumenti digitali"(Richardson 2006).
RispondiEliminaGrazie del suo commento: il prossimo anno, se ne avrò l'occasione, sarò molto più attento nel considerare le situazioni di partenza di chi partecipa la corso. Segnalo che si può ambire al massimo dei voti anche se non si è stati "votati" o se si rinuncia al "punto coordinatori". Basta chiedere in sede di colloquio finale, l'esame delle proprie produzioni (è scritto nei post!).
RispondiElimina
RispondiEliminaSalve a tutti. Il mio commento all’ultima sfida ricalca per alcuni versi quello della collega Claudia. Non sono una nativa digitale, sarei piuttosto una immigrata. Infatti, pur essendo affezionata alla carta e alla penna non ho mai disdegnato di apprendere l’uso di queste tecnologie sia per scopi lavorativi che ludico-ricreativi. Pensavo di saperne qualcosa in più ma… dopo la prima lezione ho capito di essere molto indietro! Per la prima sfida ho impiegato molto più tempo rispetto a quello previsto, sentendomi quasi “costretta” a fare qualcosa, che tutto sommato non mi interessava e mi sembrava inutile. Qui, però si inserisce il punto di forza del corso, cioè quello di mettermi di fronte a determinati aspetti delle nuove tecnologie (spendibili in ambito didattico) e che avevo ignorato fino a questo momento.
Ho trovato il meccanismo del “gioco” divertente e stimolante (molto anglosassone), anche se, a mio avviso, ha probabilmente occupato troppo tempo in un corso già breve per “cause di forza maggiore”. Sinceramente, avrei preferito che fosse dedicato in aula meno spazio alle “sfide” e qualche minuto in più alla spiegazione degli aspetti legati alle nuove tecnologie e alla loro relazione con la didattica. A questo punto, però, il sasso è stato lanciato e credo quindi che si possa approfondire e sperimentare anche in maniera autonoma . Forse è proprio questo lo scopo del corso?
Lucia Giordano A060
Gentile professore, mi rivolgo a lei con l'augurio che queste nostre considerazioni possano migliorare il corso e la formazione dei futuri colleghi.
RispondiElimina1- Criricità del corso: le ore a disposizione sono troppo poche per avere il tempo di entrare nella materia e,sebbene lei nelle ore in presenza abbia preferito dare spazio ai commenti e alle riflessioni sulle nostre "sfide", io avrei preferito che lavorassimo concretamente su una risorsa digitale; si sarebbe potuto, ad esempio, ricreare dei piccoli consigli di classe e presentare a gruppi un lavoro pensato dai colleghi delle diverse discipline per la classe, lavoro che prevedesse l'utilizzo di dispositivi e risorse digitali. In generale, mi sarei aspettata una guida, un esempio da cui partire, da tenere in considerazione per gli anni a venire.
2-Assolutamente replicato, il BLOG! Bellissimo avere uno spazio tutto nostro in cui scrivere, condividere e conoscere gli altri! Credo che sia stato un ottimo strumento per fare gruppo...infatti, noi colleghi della cdc AC05 stiamo scegliendo l'immagine profilo del gruppo Whatsapp in base alla seguente modalità: "Quale immagine per i gruppo Whatsapp?" Scadenza nei prossimi giorni.
3-Il sistema da lei utilizzato delle sfide e punteggi è stata una bella novità. Non mi sono sentita messa sotto pressione oltre misura, ma mi ha certamente stimolata a riflettere di più su cosa inserire e a leggere i miei colleghi con curiosità. E' certamente una modalità che replicherei e che forse le ruberò per attuarla, se possibile, in classe.
Benedetta Di Lisa AC05
Ciao a tutti. Eccoci arrivati alle conclusioni! Che dire? La prima cosa, per importanza, è che sono molto soddisfatta di aver seguito questo corso di tecnologie (con i pro e con i contro che manifesterò di seguito) perché nonostante mi senta una nativa digitale credo ci sia sempre qualcosa di nuovo da conoscere e da sapere a riguardo e mi piace aggiornarmi di continuo!
RispondiEliminaIl corso è stato molto interessante per gli insegnamenti specifici della materia e per gli spunti di riflessione che lei, prof., ci ha dato, anche se, effettivamente, le ore sono state poche, troppo poche per acquisire una conoscenza pratica del tutto, che forse era quello che mi aspettavo! Abbiamo avuto tanti input che dovremmo elaborare a casa da soli, mentre avrei preferito lavorarci in classe per confrontarmi di più con i miei colleghi. Mi rendo conto che il problema non è dovuto all’Unimol però mi sento comunque di farlo presente perché è come se mi fosse rimasto un po’ di amaro in bocca…anzi no, meglio paragonarlo a qualcosa di dolce: è come se avessi potuto solo assaggiare con un grissino la famosa nutella senza poterla gustare come avrei voluto con un bel cucchiaio immerso nel barattolo!
Le sfide mi sono piaciute molto, mi sono sentita stimolata e soddisfatta delle premiazioni per il lavoro svolto a casa e pubblicato sul blog. Spesso capita di mettere tanto impegno in un lavoro che poi resta senza lettori e fruitori, inutile e privo di anima; il sistema premiante ed il feedback a lezione, invece, mi hanno fatta sentire appagata e gratificata! Credo che per gli alunni di ogni età questo sia fondamentale. Inoltre ho letto con piacere i lavori dei miei colleghi che mi hanno suggerito idee e dato, indirettamente, consigli per il nostro futuro lavoro.
In tutto ciò non ho condiviso l’attribuzione del punto al coordinatore perché ritengo che ciascuno di noi abbia fatto, implicitamente, il lavoro del coordinatore, anche senza nomina: ciascuno di noi ha letto e controllato i commenti ai propri post e a quelli altrui (anche solo per curiosità!) e di conseguenza era a conoscenza del numero di preferenze date ai singoli lavori, per cui trovo indebito assegnare il punto solamente a chi “era stato conferito del potere”, citando una mia collega! Ho avuto l’impressione che solo pochi eletti avessero potuto ambire ad avere questo famigerato punto e perciò non lo trovo giusto! A tal proposito ringrazio le due coordinatrici della mia classe che non hanno esitato a rinunciarvi dimostrando anche una importante coesione con il resto del gruppo.
Per quel che riguarda gli elementi di gamification li ho condivisi pienamente così come ci sono stati presentati, senza troppo abuso, perché la competitività eccessiva non sempre porta a risultati positivi in termini di condivisione del lavoro; ho apprezzato tanto quegli elementi che riguardano il sistema delle regole (mi riferisco soprattutto alle scadenze!) essendo una persona estremamente precisa, metodica e organizzata (talvolta troppo!); è stato per me un punto forte per la “programmazione” del mio lavoro e credo possa essere uno stimolo per lo sviluppo dell’autonomia nonché della responsabilità dei nostri alunni.
Cosa aggiungere? Spero di poter avere l’occasione di riportare nelle mie classi tutto quello che di positivo questo corso mi ha lasciato!
Vanja Lattanzio
Classe AC05 (A043/A050)
Ciao a tutti!
RispondiEliminaSiamo giunti alla nostra ultima sfida…
Prima di frequentare questo corso non ero a conoscenza del contributo, che negli ultimi anni, le nuove tecnologie hanno dato al mondo della scuola. Grazie ad esso, invece, ho scoperto che è possibile insegnare, stimolando maggiormente la curiosità e l’apprendimento di uno studente, anche attraverso un blog, un video, un’App….!
Entrando nello specifico della sfida, ritengo che una criticità del corso sia legata al fatto che, considerando che alcuni di noi corsisti hanno poca familiarità con l’utilizzo delle tecnologie in ambito didattico, sarebbe stato opportuno dare maggiore spazio a spiegazioni in aula. Ad esempio mi sarebbe piaciuto ricevere delucidazioni sull’uso della LIM o vedere video di scuole che già utilizzano gli strumenti del web 2.0, in modo da avere effettivamente idea di come le nuove tecnologie stanno cambiando il mondo della scuola.
Ritengo che l’aspetto da replicare sia stato il fatto di aver creato un Blog di corso e averci spinti a contribuire alla creazione di uno strumento che ci ha aiutato a socializzare, a reperire informazioni, a scambiare risorse che potranno un giorno essere utili alla nostra futura professione di insegnanti.
L’aspetto ludico è stato divertente e forse ha smosso in noi una maggiore voglia di esserci e di partecipare attivamente. Ritengo che sia sufficiente questa dimensione della sfida, senza accentuarla ulteriormente.
Gianna Valente A060
Buonasera professore e a voi tutti, compagni di Blog-avventura.
RispondiEliminaVengo subito alla mia opinione sul corso appena conclusosi.
1) è forse la natura stessa di questo TFA ( a volte mi sento di definirlo "un esperimento maldestro del Ministero", anzi, sfodererei più la metafora del cuoco-pasticcione, quella dello scenziato da laboratorio è fin troppo impegnativa) ad avere dettato i tempi in cui tutto si è svolto. Non basta qualche lezione per approfondire e "addomesticarsi" alla materia. Tuttora ignoro cosa sia una Lim. Incalzati dal calendario, ho avuto inevitabilmente l'impressione che ebbi quando una mia compagna di università mi disse di stare frequentando un corso grauito di inglese intensivo. E, per intensivo, intendeva due settimane di lezione, per otto ore al giorno, con una pausa pranzo di dieci minuti.
2) mi è molto piaciuta da de-formalizzazione avvenuta grazie allo strumento del blog, con la premessa, L'ho trovato frizzante ed efficace, fin dal titolo con cui ha deciso di battezzarlo. Una ventata di novità funzionale a svecchiare il concetto di insegnamento e accademicità che ognuno di noi poteva avere maturato durante la propria esperienza personale. Trovo inoltre che sia stato davvero uno "strumento" molto utile per conoscerci meglio. E mi ha aiutata in una piccola rivoluzione personale, devo ammetterlo. Facendo auto-analisi dei miei tre interventi ( tre come le tre fiere dantesche e le singole sfide + uno) ho notato di aver percorso un cammino di deformalizzazione nell'approccio e nella maniera di pormi agli altri "scrittori" del Blog, senza che, però, il contenuto ( ma questo è chiaramente un mio parere) scadesse. Qualità dei contenuti e approccio-easy che ho riscontrato, con piacere, anche nella maggor parte degli interventi dei miei compagni di avventura!
3) Professore, esoridisco con una domanda alla sua domanda, ma è funzionale perché possa spiegarmi bene. Volevo chiederle " In occasione della terza sfida, quella senza punto, ha registrato un significativo calo nel numero delle visite al blog?" Mi ricordo che si sorprese del gran numero di contatti che il nostro "Proviamociesperiamobene" aveva ricevuto in occasione della seconda sfida. Numero di contatti e "meccanismo-sfida" sono collegati in base ai dati di cui dispone?
Non ho accettato di buon grado il meccanismo del punteggio e del "like". Esasperata dall' odissea delle pre-selezioni, ero molto snervata dalla gara cui io e i miei colleghi siamo stati sottoposti. Il tempo serve, naturalmente, a ridimensionare e, alla fine, mi sono divertita ad attribuire la mia preferenza e a scoprire chi me l'avesse assegnata ( grazie Alessandra Fanelli!!!!!). Non so, però, se ripetere il meccanismo di punti e voti potrebbe risultare una buona idea. Tutti sappiano che , almeno all'inizio, questa modalità concorrenziale, per quanto eficaccisima, potrebbe sollevare un po' di "malcontento popolare". Con un parogone divertente, potrei dire che Luigi XVI e Maria Antonietta di Francia ignorarono quello del loro "popolo", ma, per fortuna, noi non moriamo di fame come allora gli sventurati francesi, né siamo chiamati a rovesciare un tiranno...e dovremmo riuscire ad andare oltre.. senza decapitare nessuno!
Anna Potena 043-050
Ciao a tutti!
RispondiEliminaNella società di oggi, i ragazzini non sopravvivono un giorno senza smartphone tanto meno qualche ora senza internet. Sebbene io non credo che la realtà virtuale sia la cura di ogni male, non si può non tener conto dell’evoluzione tecnologica in atto. “Prima e Dopo Google” come accennava proprio lei, professor Bruni!
Di qui l’esigenza di tenersi al passo con i tempi: l’utilizzo di strumenti innovativi ed accattivanti diviene quasi essenziale per riuscire a catturare l’attenzione dei ragazzi, sempre meno suggestionabili.
Io, personalmente, credo molto nella “gamification” per l’istruzione, che ci fornisce anche nuovi strumenti di valutazione in una competizione fra i ragazzi, seppur giocosa. Non bisogna certo dare troppo peso alle sfide, ma il mondo ha bisogno di persone che siano imprenditrici di se stesse, quindi giusto anche lo spirito competitivo.
Bella l’idea di avvalersi del blog, strumento di confronto e condivisione. Il punto, un’arma efficace per osservare e valutare in un’ottica più critica e sincera i post degli altri.
Io ho rinunciato al punto da coordinatrice, perché sapevo che si sarebbe creato un certo malcontento, visto che non a tutti sarebbe stata poi concessa la possibilità di “ricoprire tale carica”. Del resto, avrei comunque letto tutti i commenti e scovato i post con maggiori preferenze; come se non bastasse il punto si può ottenere comunque in modo alternativo.
Per quanto riguarda le criticità, avrei dedicato più tempo per approfondire gli aspetti maggiormente legati alle nuove tecnologie, alla loro spendibilità nel contesto della didattica, e ad eventuali sviluppi futuri.
Tuttavia, viste le poche ore a disposizione, ho pensato che il suo intento, professore, fosse quello di fornire input e stimoli di riflessione, eventualmente da approfondite.. E se così fosse credo che lei abbia perfettamente centrato l’obiettivo.
Sara Spognardi, classe di concorso A060
Salve professore e colleghi tutti! Rispondo alle domande del professore sperando di essere chiaro:
RispondiElimina1- A mio avviso si è dedicato troppo tempo in aula ai lavori svolti sul blog. Certamente è importante fornire un feedback e ragionare insieme sui lavori svolti, ma la struttura del T.F.A. (almeno in questa prima fase) non permette un lavoro ottimale. Siamo troppi e di conseguenza si perde troppo tempo, tempo che potrebbe essere dedicato alla presentazione di altre tecnologie utili (penso a Linkedin o ad un utilizzo didattico di Facebook). Il tempo dedicato ai feedback poteva essere ridotto se quest’ultimi fossero stati postati sul blog (anche se c’è il rischio effettivo che non vengano letti da tutti).
2- Un elemento che sicuramente va mantenuto, tra gli altri, è quello di osservare e ragionare insieme in aula su alcune App o tecnologie informatiche. Può sembrare banale, ma spesso alcuni usi del web o delle tecnologie informatiche non sono chiare a tutti (anche ai “nativi digitali”). Anche i meno giovani, che usano abitualmente computer e smartphone, possono non approcciarsi a queste tecnologie in maniera didattica. Essendo l’obiettivo del corso quello di farci riflette sull’uso delle tecnologie nella didattica, è stato utile poter osservare, commentare a lezione e agire praticamente nel ruolo di discenti (penso alle sfide sul blog).
3- A mio avviso la gamification può essere utile in un percorso didattico. Obiettivamente senza questo elemento “ludico” difficilmente io avrei letto così tanti commenti e “votato” i miei colleghi. Inizialmente le sfide sul blog sono state un po’ “indigeste”, soprattutto perché non amo postare miei commenti (non lo faccio mai su Facebook) e non sono molto convinto che il sistema di votazione “popolare” possa dare risultati obiettivi. Ho capito, successivamente, quale fosse l’obiettivo: ragionare sull’uso didattico di un blog facendo pratica in prima persona. Come ho già scritto, sono convinto che la gamification possa essere utile a livello didattico. Bisogna però prestare molta attenzione ad alcuni fattori:
- l’età degli allievi: a mio avviso il livello della gamification deve essere inversamente proporzionale all’età (potrebbe essere molto utile nelle medie inferiori, ma già a partire dalle medie superiori questa deve essere ridotta poiché si rischia di “banalizzare” l’importanza delle attività scolastiche)
- uso smodato: provate a mettervi nei panni di un allievo di V superiore che ogni giorno deve commentare su cinque o sei blog diversi e studiare i vari argomenti delle varie discipline. Se ogni professore utilizza queste metodologie didattiche in modo eccessivo si rischia di sovraccaricare i ragazzi.
- non si può essere fiscali nella valutazione finale: assegnare punti ai commenti può essere utile nella valutazione, ma si può rischiare di essere eccessivi. Bisogna essere molto attenti al peso che si danno a queste attività.
Fabio Lallitta AC05 (A043/A050)
Buongiorno al prof. Bruni e ai cari tieffini,
RispondiEliminaè arrivato il momento di tirare le fila del discorso. Dopo aver ripensato a tutto, sono giunta alla conclusione che per me questo corso è stato all'insegna della riflessione. Innanzitutto ho dovuto fermarmi a riflettere sui meccanismi che sottostanno alla creazione di un blog, che visitavo abitualmente ma senza sapere che tipo di lavoro ci fosse dietro. Poi ho dovuto riflettere su diverse questioni - ad esempio su cosa sia internet - che in un primo momento mi sono sembrate semplici ma poi mi hanno coinvolto in un vortice di input, idee, immagini, video, diventando molto più complesse. E' proprio vero, le cose che sembrano semplici si rivelano poi tutt'altro che banali e ora, devo ammetterlo, ho bisogno di recuperare più di qualche ora di sonno! Detto questo, arrivo all'ultima riflessione, quella sugli aspetti negativi e positivi del corso:
1) da rivedere: premesso che il tempo a disposizione non è stato sufficiente per poter affrontare da un punto di vista teorico l'argomento "teconologie dell'istruzione", in aula avrei preferito impegnarmi in qualche attività pratica da svolgere con i miei compagni di corso;
2) da ripetere: sicuramente l'idea di creare uno spazio virtuale tutto nostro, attraverso il quale ognuno ha potuto offrire agli altri infiniti spunti di riflessione (!) che hanno generato innumerevoli idee da riprendere in futuro. Questo, secondo me, non sarebbe stato possibile in altro modo o almeno non avrebbe sortito i suoi effetti in modo così incisivo. Non solo: attraverso il blog ognuno ha anche potuto esprimere liberamente la propria personalità e questo ha fatto in modo che ci conoscessimo meglio e che si cominciassero a intravedere quei fili invisibili che ci uniscono ad alcune persone piuttosto che ad altre. Almeno per questi due motivi l'idea del blog è stata assolutamente gradita;
3) per quanto riguarda il terzo punto, ho apprezzato la scansione temporale scelta per le consegne, né troppo breve né eccessivamente lunga, mentre mi è risultato un po' indigesto l'uso del termine "sfida". Proporre in questi termini un'attività molto interessante e proficua, per i motivi che ho già detto, mi ha portato a partire con il piede sbagliato. Il motivo sta nel fatto che sono reduce dalla 'sfida delle sfide', superare le selezioni del tfa, e sentirmi di nuovo un concorrente non è stato piacevole. Di conseguenza ho iniziato il percorso con un po' di preoccupazione e senso di disagio - quanti pensieri mi ha dato la prima sfida! Poi pian piano mi sono tranquillizzata e ho affrontato le attività successive con tutt'altro spirito: ho iniziato a guardare al nostro blog con altri occhi, a riconoscerne i lati positivi e ora che ho capito meglio come funziona potrò riproporlo ai miei studenti. Il sistema delle votazioni-segnalazioni non mi ha dato particolari problemi, anzi mi ha spronato a impegnarmi e a riflettere (!) in modo più approfondito sulle mie proposte, mentre non mi aspettavo minimamente l'idea del punto al coordinatore. L'ho ritenuto sin da subito discriminatorio e sono contenta di aver trovato i miei compagni immediatamente d'accordo con me.
Infine, mi è piaciuta l'idea di poter dire la mia opinione sull'impostazione del corso e che, anzi, questa ultimissima attività sia obbligatoria come le altre (vale 1 punto). In questo modo non viene presa sotto gamba da noi corsisti e rivela anche il reale interesse da parte del professore di capire gli eventuali punti deboli del sistema. Grazie per questa opportunità e per questa bella esperienza!
Un abbraccio virtuale a tutti!
Antonella Bucci A043/A050
solo ora mi rendo conto di aver scritto un papiro, ma era doveroso :)
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EliminaSì, lo ammetto, ero scettica...tanto! Per una come me amante di carta, penna e calamaio l'idea del Blog non era allettante...invece devo ricredermi!
RispondiEliminaUna bella sfida, un modo simpatico di conoscerci e confrontarci, questo blog è un archivio di idee al quale attingerò sicuramente.
La pecca? UN LAVORO DI GRUPPO! Una quinta sfida, questa è da aggiungere. Mi sarebbe piaciuto lavorare con i miei colleghi.
L'elemento che mi è piaciuto? IL Blog stesso !!! questa vetrina pubblica dove ho scoperto siti, link, idee...e soprattutto persone!
Gli elementi di gamification?La sfida? I punti? Il sale di questa sfida!
Mariantonietta Rivellino AC05
Siamo alla fine, dunque.
RispondiElimina«Non posso sentire la parola ‘fine’ che subito mi intristisco», confidò Massimo Troisi.
L’aspetto da non replicare è la costrizione: l’obbligo di partecipare alla sfida rischia di snaturare la genuinità del compito. Si fa una cosa perché bisogna farla, perché il professore vuole così: accontentiamolo alla meno peggio! Ecco: ad esempio lei chiede di esprimere “necessariamente” un parere sul corso: chi di noi non ha particolari criticità da segnalare, pur di ‘adempiere alla consegna’, si inventerà qualcosa - e questo, chiaramente, compromette l’autenticità delle opinioni.
L’aspetto positivo trovo sia proprio l’impostazione delle attività come gioco. Hanno motivato l’impegno e tenuta alta l’attenzione senza caricare di eccessivi stress.
È mancata invece - concordo con la sig.na Rivellino - un’attività di gruppo (interdisciplinare o per classe di concorso): sarebbe stata un’esperienza intrigante. Ma per questa volta è andata così: «K’hamma fa’...» (cit. Mirko).
Vincenzo Colesanto AC05
Salve a tutti!
RispondiEliminaHo riflettuto sul corso e avvaloro il mio motto preferito: il mondo è bello perché è vario! Non avevo mai seguito corsi di questo tipo, progettati come EAS, dove a lezione vengono dati stimoli, a casa ci si “ingegna” per svolgere il “compito”, ed infine si effettua il feedback sugli elaborati. E’ quindi un modo alternativo alle “tradizionali” lezioni che permette l’apprendimento. Il vantaggio del corso è l’aver avuto l’opportunità di conoscere applicativamente questo tipo di insegnamento “alternativo” per pensare di riproporlo totalmente o parzialmente in classe (a discrezione dei soggetti). Personalmente utilizzo la tecnologia sia per studio sia per svago, e mi rendo conto, anche grazie ai commenti finora postati, che chi non è avvezzo a internet ha avuto difficoltà maggiori rispetto a quelle che ho trovato io nell’espletare quanto richiesto dal docente, però penso anche che siano le persone che abbiano tratto il maggior beneficio dal corso perché hanno imparato qualcosa di nuovo che, altrimenti, avrebbero probabilmente ignorato. Per me sono state davvero delle “sfide”: ho cercato in tutte e tre le esercitazioni di trovare quanto di più sfizioso ci fosse sul web e di creare qualcosa (parlo soprattutto del primo “compito”), inoltre non avevo mai pensato all’utilizzo delle App per la didattica seppure io stessa ne faccio uso quotidianamente per ciò che mi serve. Questo mi ha aperto quindi un nuovo spiraglio.
Un aspetto che migliorerei sarebbe la gestione del tempo: dedicherei minore spazio alla spiegazione delle “sfide” in aula (poiché questa si ritrova descritta in maniera precisa sul blog) e utilizzerei quel tempo per spiegare in maniera “tradizionale” le tecnologie dell’istruzione, in modo da alternare “lezione tradizionale” a “lezione alternativa”, oppure eliminerei anche una sfida per dare spazio alla spiegazione.
Un aspetto che replicherei sarebbe l’uso del blog perché, oltre ad essere una idea simpatica, la trovo utile: permette la condivisione di dispositivi da riproporre in aula e permette un confronto di idee e un “contatto” con le persone che stanno seguendo lo stesso percorso, proprio come in una piazza.
Approvo i meccanismi di gamification, li ho sempre ritenuti utili all’apprendimento. In particolare per quanto riguarda il lessico, mi è piaciuto il termine “sfida” perché mi ha spronata a fare del mio meglio; le segnalazioni mi piacciono perché permettono di individuare l’idea più “geniale” rapidamente; le scadenze le ho trovate opportune (sono comunque un meccanismo disciplinare) e ben calibrate in termini di tempo; invece per quanto riguarda i punti, eliminerei solo quello aggiuntivo al coordinatore: nel mio gruppo il coordinatore ha rinunciato al punto ed è quello che avrei fatto anche io se mi avessero eletta tale, poiché mi rendo conto che in alcuni gruppi più persone erano disposte a fare da coordinatore e poiché il lavoro considerato “aggiuntivo” in realtà può essere svolto da chiunque, come un lavoro ordinario dettato da semplice curiosità; so che è un punto recuperabile ma io penso che sia sempre giusto partire tutti in parità.
Il meccanismo della sfida è ben dosato perciò lo lascerei così, senza accentuarlo. Le competizioni sono belle quando vengono presentate ed affrontate sportivamente!
Claudia Petrella – Classe A060
Valutazione del corso di Tecnologie dell’Istruzione
RispondiEliminaHo preso tempo prima di scrivere questa valutazione. Ho preferito lasciar decantare le sensazioni avute a caldo su questo corso, per dare un giudizio più razionale e basato su considerazioni più solide. Personalmente devo confessare di non aver avuto un moto di entusiasmo alla presentazione del corso, ed in particolare di fronte alla modalità di svolgimento delle attività tramite un blog. Questo perché sono tendenzialmente un po’ pigro e faccio fatica ad accettare le novità, ma anche perché, sebbene io usi il computer ed il web per lavoro e per diletto, sono uno di quelli sa farne anche a meno. Superata però la diffidenza iniziale, dovuta alla mia mancanza di esperienza nel mondo dei blog, devo ammettere che le attività che ci sono state proposte sono risultate interessanti e mi hanno aperto alcuni scenari che non avevo mai preso in considerazione (ad esempio l’utilità di alcune App che non conoscevo). La scelta della gamification regolata da scadenze e valutazioni credo che sia adeguata, perché, sebbene possa risultare fastidioso avere dei compiti da svolgere in tempi prescritti, sui quali si verrà valutati, è indubbio che tale metodo è forse l’unico che riesca sempre a motivare e a far progredire un lavoro nei tempi previsti. Questo perché, al di là dell’interesse per gli argomenti, ognuno di noi è preso da impegni di varia natura e di solito si sceglie di rimandare ciò che è meno urgente, con le ovvie conseguenze.
Non ho ravvisato particolari criticità nel corso, ma a volerne individuare una, potrei dire che all’inizio si sarebbe potuta fornire qualche informazione in più sul mondo dei blog, e sul loro funzionamento, nonché sulla loro gestione, per rendere l’esperienza più facilmente replicabile, per chi lo volesse, in ambito scolastico.
Altro punto critico riguarda non il corso in senso stretto ma l’applicazione concreta delle conoscenze apprese in esso nell’insegnamento pratico. Chiunque abbia infatti avuto esperienza nella scuola, si sarà sicuramente reso conto delle grandi carenze strutturali presenti nella maggior parte delle strutture scolastiche italiane, soprattutto relativamente all’introduzione delle tecnologie, che spesso mancano o sono insufficienti se non antiquate, rendendo difficile attuare buoni propositi didattici.
In conclusione, il mio giudizio complessivo sul corso è buono e credo che possa, con qualche piccolo aggiustamento, essere replicato fruttuosamente.
MATTIOCCO PIERFRANCESCO A058
Gentile Professore, gentili colleghi
RispondiEliminaun saluto ed un ringraziamento ad ognuno di noi.
Ho trovato il corso di tecnologia dell’istruzione interessante e coinvolgente proprio grazie alle sfide che ci sono state proposte di volta in volta, un buon esercizio di confronto in cui potersi esprimere.
Un aspetto positivo, e quindi da ripetere, è stato quello di chiedere a noi allievi un giudizio finale sul corso, proprio perchè siamo stati noi, insieme a Lei Prof., i protagonisti del corso e presto, almeno lo spero, ci troveremo a valutare e giudicare ragazzi che incontreremo nel tempo nelle diverse scuole.
Un aspetto che non ho condiviso, e quindi da non replicare a mio avviso, è stato l’assegnazione del punto. Ho potuto notare da subito il sorgere di vari problemi e disappunti.
Un giudizio positivo invece per gli elementi di gamification, hanno stimolato da subito in ognuno di noi anche un pizzico di competizione, che non fa mai male.
Ed infine, vorrei ringraziare lei Prof. per il modo in cui ha sostenuto il corso e per i suoi insegnamenti e i miei colleghi per la buona volontà che hanno mostrato.
Monica Plescia A060
Caro prof,
RispondiEliminabella trovata questa della valutazione!!! Nel giro di 4 tappe, da buon coach, è riuscito a condurci da studenti incuriositi a docenti valutatori. Il blog è stato sicuramente un’idea geniale (per questo si becca un bel 9!!!) ha arricchito tutti noi sia sul piano sociale che intellettuale. Di contro, però, l’impatto visivo non è stato il massimo, poco colore, poca vivacità e soprattutto poca immediatezza (voto 5). Il copia e incolla dei link e non il collegamento diretto ha rallentato la navigazione (in futuro si potrebbe postare la foto o il video per rendere il tutto più fluido e contestuale). L’aspetto più gagliardo (voto 8) è stata l’impostazione ludica delle attività che ha sicuramente motivato e spronato tutti noi. Il sistema sfide/punteggi ha di continuo impegnato, incuriosito e stimolato, ma il poco tempo a disposizione non ha consentito la metabolizzazione dei risultati.
Per il futuro??? Oltre ai 100 metri a ostacoli si potrebbe pensare ad una variante a squadre (staffetta), per classe di concorso, sui 400 metri!
Alessandra Fanelli AC05
Ciao a tutti,
RispondiEliminaCredo che questo,più che un corso, sia stata un'esperienza che ha consentito ad ognuno di noi di essere protagonista attraverso il web. A proposito della valutazione:
1.DA RIVEDERE: avrei preferito che in aula fosse dato meno spazio,visto le poche ore a disposizione,ai commenti e alle riflessioni sulle nostre "sfide", ma fossero approfonditi argomenti relativi ad altre tipologie di tecnologie dell'istruzione.
2.DA RIPETERE:l' aspetto che andrebbe replicato è assolutamente quello relativo alla creazione del BLOG sia perchè ha permesso a noi corsisti di confrontarci e di trarre diversi spunti per la nostra attività didattica, sia perché possiamo riproporlo in un futuro contesto scolastico al fine di promuovere il processo di apprendimento in maniera più interattiva e soprattutto più stimolante rispetto ai "metodi tradizionali".
3.Per quanto riguarda il terzo punto ho trovato gli elementi di gamification giusti,non eccessivi nella competitività,giuste le modalità di assegnazione dei punti ( da rivedere solo quella relativa ai coordinatori), anche le scadenze stabilite mi sono sembrate adeguante in quanto ci hanno permesso di lavorare parallelamente allo svolgimento delle lezioni.
Marianna Siani (A060)
Salve a tutti!!! Siamo arrivati alla conclusione di questo corso (non uso il termine fine perchè mi mette sempre un gran magone...) ed è giusto coglierne gli aspetti negativi e positivi come tutte le cose. Iniziando dai primi penso che bisognava dare spazio in aula alle sfide ma forse dedicarci un po' meno tempo, anche, per esempio, per stabilirne le modalità visto che lei professore spiega tutto sul blog in maniera più che efficiente!Avrei preferito qualche nozione o delucidazione in più sull'uso delle tecnologie in ambiente didattico data la mia ignoranza in materia; tuttavia le ore a disposizione sono davvero poche e credo che lei abbia preferito sfruttarle fornendoci degli stimoli di riflessione sul quale ragionare e sviluppare la nostra capacità critica. Per quanto riguarda gli aspetti positivi…beh che dire assolutamente il Blog!!! Una ventata di freschezza con un approccio più "easy" ed un modo per conoscere gli altri. Leggendo i post ed i commenti entri un po' nella psiche di colleghi con cui magari non riesci ad interagire, durante le lezioni frontali, per mancanza di tempo e dal quale puoi trarre interessanti punti di vista e spunti di riflessione. Infine per quanto concerne la gamification secondo me è stata dosata bene!!! Condivido anche le scadenze ed i punti (un po' meno quello del coordinatore ma al quale comunque lei professore ha posto rimedio). Le votazioni mi sono risultate un po' più problematiche per una mia indole caratteriale; trovo difficile esprimere la mia opinione "in pubblico" perchè ho paura che possa essere mal interpretata ed anche perchè sono abbastanza riservata (non a caso non lo faccio neanche su facebook, l'unico social network che utilizzo) ed inoltre perchè penso anche che le segnalazioni siano soggettive…certamente però hanno spinto tutti ad una ricerca dei materiali più attenta e dettagliata e come si suol dire il fine giustifica i mezzi!
RispondiEliminaMariangela Russo Classe A060
Salve a tutti!
RispondiEliminaLe sfide sono ormai finite ed è giunto il tempo delle considerazioni finali. Le cose da dire sono molte ma cercherò di non essere prolissa sfruttando al meglio le mie capacità di sintesi.
Utilizzare un blog ed interagire con tutti i corsisti in modo semplice ed immediato è stato sicuramente interessante e stimolante, per questo motivo consiglio di replicarne l’esperienza. Nel corso delle settimane ho superato il timore iniziale nei confronti delle scadenze e del meccanismo di sfida con relativo punteggio, ciò mi ha permesso di scoprire, grazie al contributo e alla collaborazione di tutti voi, realtà multimediali che non immaginavo potessero avere un’efficace ed interessante applicazione didattica.
Sicuramente sarebbe stato necessario maggior tempo per approfondire l’uso concreto di dispositivi, software, applicazioni… ma soprattutto sarebbe stato bello provare insieme (magari divisi per classe di concorso) alcuni di essi, simulando una vera e propria lezione.
Non accentuerei gli elementi di gamification che comunque sono stati uno stimolo per visionare i post di tutti per poi sceglierne uno al quale assegnare la mia preferenza ma, oltre al mio ambito disciplinare, mi sarebbe piaciuto sceglierne uno diverso in base ai miei interessi o alle mie necessità.
Debora Tambone AC05 (A043-A050)
La criticità da non ripetere: il metodo. Lunghe lezioni frontali ad un corso di tecnologia dell’istruzione non mantengono le promesse fatte nella denominazione del corso stesso. Mi sarei sentita più coinvolta se avessimo avuto l’opportunità di utilizzare la tecnologia in aula. Mi rendo conto che probabilmente non è logisticamente praticabile, ma comunque sarebbe stato opportuno, anche considerando l’impegno profuso da noi corsisti, non solo economico.
RispondiEliminaL’aspetto da replicare: il blog. Nell’ottica di quello che ho scritto sopra, la creazione del blog rientra perfettamente nelle finalità del corso. Persino in aula sarebbe potuto essere stimolante, soprattutto all’inizio quando eravamo 100 sconosciuti. Ma anche verso la fine del corso in cui ci siamo ritrovati divisi in gruppi più o meno piccoli ma eterogenei essenzialmente uniti per formazione e/o per origine geografica. Un melting pot ricco e stimolante!
Elementi di gamification: mi sono sembrati ben calibrati. Amplificarli avrebbe motivato i competitivi ma, nel contempo, avrebbe demotivato i non-competitivi (come me). Perciò mi sono sembrati, dal lessico alle regole, ben modulati e costruiti.
Anna Rita Fiano A060
Ciao a tutti per comodità ho riportato anche le domande del professore:
RispondiElimina1. Vi invito ad individuare un aspetto del corso non andrebbe replicato. Quale la criticità da non ripetere?
La criticità che ho potuto riscontrare è quella della piattaforma scelta, infatti per la mia esperienza Blogger non si presta al tipo di esercizio da lei proposto. Personalmente ho avuto problemi sia legati alla pubblicazione ma anche problemi di ergonomia del software tale che in alcuni momenti mi perdevo fra i commenti e i vari topic. Quest’ultima situazione è decisamente migliorata dal momento che il professore ha fatto una suddivisione in gruppi smaltendo la lunga coda di commenti in più parti tale da renderli più fruibili da parte di chi legge. In conclusione questo aspetto non andrebbe replicato su questa piattaforma ma usando un altro mezzo più funzionale allo scopo.
2. Quale aspetto andrebbe invece replicato? Individuate un solo elemento.
Sicuramente il meccanismo di gamification che ha reso possibile la partecipazione di tutti e di conseguenza lo scambio di opinioni e idee.
3. Ho introdotto, come ormai avete compreso, alcuni elementi di gamification (pochi e in maniera soft: a. lessico (sfida piuttosto che attività, consegna...) b. votazioni (sia pure come segnalazioni) c. regole (punti, scadenze: in realtà sono aspetti comuni a pratiche valutative). Aiutatemi a capire: ritenete che siano state utili? Le ritenete eccessive? O al contrario si poteva accentuare la dimensione della sfida?
Come detto in precedenza usare la gamification è stata una mossa molto intelligente che ha permesso un confronto che, seppur forzato in un primo momento, ha portato ad un confronto continuo fra i corsisti e uno sprono per i più timidi. A mio avviso andrebbero migliorati alcuni aspetti che hanno forse viziato l’aspetto il meccanismo di valutazione per segnalazioni. Infatti ho notato che le classi di concorso come la mia (A58) sono passate inosservate un po’ per l’esiguo numero di partecipanti e un po’ per la specificità della classe stessa. (non interessa a tutti un App per agricoltori mentre un App per tradurre si). Inoltre chi ha pubblicato il commento per prima ha avuto più visibilità in quanto raramente un corsista, io compreso, scorre fino all’ultimo commento. Per concludere i meccanismi di gamification adottati non solo vanno mantenuti ma a mio parere migliorati e la dimensione della sfida potrebbe essere tranquillamente ingrandita.
Fernando Di Benigno A058
Salve prof.,
RispondiEliminale dico in tutta franchezza, che dopo la prima lezione non vedevo l’utilità di quello che ci aveva illustrato per l’insegnamento; invece dalla seconda lezione e sfida ho iniziato a capire l’efficacia e mi sono ricreduta su tutto. Infatti mi è piaciuta molto l’idea del blog per condividere tutte queste informazioni da cui uno può prendere spunto per l’insegnamento. Nelle mie piccole esperienze di supplenze avevo già usato la proiezione dei video per spiegare alcuni argomenti, ma non ero a conoscenza dell’infinità di supporti digitali che ci sono sul web e su come possono essere usati (soprattutto le app). Mi sono piaciute le sfide e le scadenze, ma non mi è piaciuto il sistema di valutazione, cioè attribuire il punto al link e al commento ritenuto più significativo, in base alle maggiori segnalazioni. Perché secondo me è tutto molto soggettivo.
Debora Franceschini A060